Farfa: Ovabere. Sincopatie Futuriste con autografo, 1933
Prima edizione della raccolta parolibera di Vittorio Osvaldo Tommasini, arricchita da dedica autografa su carta intestata personale
Nel panorama del Futurismo italiano, poche voci hanno attraversato con tale coerenza l'intero arco del movimento come quella di Farfa, pseudonimo di Vittorio Osvaldo Tommasini. Ovabere. Sincopatie Futuriste, pubblicato nel 1933 dalla Casa Editrice Gutta de Guttis di Genova, rappresenta un momento maturo della sua produzione letteraria, quando l'estetica parolibera aveva già consolidato i propri canoni espressivi. Questo esemplare in formato sedicesimo, rilegato in tela verde con impressioni tipografiche blu disposte in diagonale, incarna perfettamente l'ideale futurista del libro-oggetto. La presenza di un biglietto autografo dell'autore, datato 24 febbraio e indirizzato a 'Squisita Milena' su carta intestata di Via Istria a Savona, eleva significativamente il valore documentario e collezionistico del volume.
Note bibliografiche
La Casa Editrice Gutta de Guttis, attiva a Genova negli anni Trenta, si distinse per la pubblicazione di opere d'avanguardia e sperimentali. Ovabere si inserisce nel corpus delle 'poesie-lampo' di Farfa, componimenti brevissimi caratterizzati da fulminee associazioni verbali e da una disposizione tipografica che rompe deliberatamente con la linearità tradizionale. Il termine 'sincopatie' nel sottotitolo allude alla natura ritmica e frammentaria dei testi, che riflettono l'estetica della velocità e della simultaneità cara ai futuristi. La legatura editoriale in tela verde con impressioni blu disposte in diagonale costituisce essa stessa un manifesto visivo: il rifiuto dell'ortogonalità, la dinamicità della composizione, l'uso di colori contrastanti sono tutti elementi che traducono in forma materiale i principi teorici del movimento. Il formato ridotto, sedicesimo, rendeva il volume maneggevole e quasi tascabile, in linea con l'idea futurista di un'arte che dovesse penetrare nella vita quotidiana.
Provenienza e stato di conservazione
L'esemplare si presenta in buone condizioni generali, con minimi segni d'uso alla legatura che testimoniano una circolazione contenuta. Il biglietto autografo allegato, su carta intestata personale recante l'indirizzo di Via Istria a Savona, offre uno spaccato prezioso della vita privata di Farfa. La dedica a 'Squisita Milena', vergata con la caratteristica sigla dell'autore, suggerisce un dono personale, forse a un'ammiratrice o a una figura del circolo intellettuale savonese. Savona fu infatti uno dei centri dell'attività di Farfa, che vi mantenne legami stabili per decenni. L'autografia, datata 24 febbraio senza indicazione dell'anno ma presumibilmente coeva alla pubblicazione, costituisce un elemento di associazione che trasforma il volume da semplice testimonianza editoriale a documento biografico. La carta intestata, dettaglio apparentemente minore, conferma l'autenticità e radica l'oggetto in una geografia e in una cronologia precise.
Valore di mercato
La valutazione di 800-1.250 € riflette diversi fattori convergenti. Le prime edizioni futuriste, soprattutto quelle pubblicate da case editrici minori come Gutta de Guttis, sono relativamente rare sul mercato antiquario. La tiratura di Ovabere non è documentata con precisione, ma è ragionevole supporre che fosse limitata, come consueto per le pubblicazioni d'avanguardia dell'epoca. Il materiale autografo associato rappresenta un moltiplicatore di valore significativo: dediche e lettere di Farfa compaiono sporadicamente in asta, e la loro presenza eleva un esemplare ordinario a pezzo di particolare interesse per i collezionisti di autografi futuristi. Le consultazioni presso Maremagnum, AbeBooks, Finarte Milano e Bloomsbury Roma hanno confermato la scarsità di copie in commercio, con pochissimi esemplari della prima edizione disponibili, nessuno dei quali accompagnato da materiale manoscritto. Il punteggio di rarità di 78/100 e l'indice 'High' collocano il volume nella fascia superiore della produzione futurista minore, al di sotto dei capolavori di Marinetti o Boccioni ma ben al di sopra delle ristampe e delle edizioni tarde.
Perché conta
Farfa fu tra i più fedeli e longevi esponenti del Futurismo, attivo dal 1909 fino agli anni Sessanta, un arco temporale che copre l'intera parabola del movimento. La sua fedeltà all'estetica parolibera, anche quando questa era ormai percepita come anacronistica, ne fa una figura di particolare interesse storiografico. Ovabere documenta la fase matura di questa fedeltà, quando l'entusiasmo rivoluzionario degli esordi si era trasformato in una pratica consolidata, ma non per questo meno radicale. Il volume testimonia inoltre il radicamento provinciale del Futurismo: Genova e Savona, lontane dai centri milanesi e romani, mantennero comunità intellettuali vivaci che produssero opere di qualità. Per i collezionisti di avanguardie storiche, un esemplare come questo offre un equilibrio ideale tra accessibilità economica e significato storico-artistico. Non si tratta di un incunabolo del movimento, ma di un documento autentico e ben conservato, arricchito da un elemento di provenienza che ne accresce il fascino narrativo. La dedica a Milena, nome che evoca echi kafkiani, aggiunge una nota di mistero biografico che invita alla ricerca e all'approfondimento.
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