Meidosems di Henri Michaux: litografie visionarie del 1948
Prima edizione del capolavoro litografico di Michaux, esemplare 51 di 250 su carta pur fil Johannot, con dodici litografie originali
Nel panorama del livre d'artiste francese del dopoguerra, poche opere incarnano con altrettanta forza visionaria l'incontro tra poesia e immagine quanto Meidosems di Henri Michaux, pubblicato nel 1948 dalle Éditions du Point du Jour. Questo esemplare, il numero 51 di una tiratura di 250 copie su carta pur fil Johannot (da un totale di 297 esemplari), rappresenta la prima incursione dell'autore belga-francese nel medium litografico, un'avventura che avrebbe ridefinito i confini della sua pratica artistica.
I Meidosems sono creature fantastiche che abitano un universo parallelo dell'immaginazione di Michaux, esseri spettrali resi attraverso le forme allungate e caratteristiche che diventeranno il marchio distintivo della sua produzione visiva. Le dodici litografie originali, disegnate direttamente sulla pietra dall'artista e stampate da E. Desjobert, possiedono una qualità notturna straordinaria: figure bianche che emergono da fondi neri profondi come apparizioni, testimonianza di un'estetica dell'invisibile che anticipa le sperimentazioni successive di Michaux con gli stati alterati di coscienza.
Note bibliografiche
L'edizione originale di Meidosems fu pubblicata in formato in-quarto con copertine litografate originali disegnate dallo stesso Michaux. La tiratura complessiva di 297 esemplari si suddivide in diverse categorie: 250 copie numerate su carta pur fil Johannot (come il presente esemplare), 40 copie su carta Arches con una suite supplementare, e 7 copie fuori commercio. La tipografia fu curata da E. Aulard, mentre le litografie furono stampate da E. Desjobert, stampatore di fiducia di numerosi artisti dell'École de Paris.
La scelta della litografia come medium non fu casuale. Michaux cercava una tecnica che permettesse la massima immediatezza espressiva, un rapporto diretto tra gesto e immagine che la pietra litografica offriva in modo unico. Le dodici tavole del volume mostrano i Meidosems in varie configurazioni: solitari, in coppia, in processione, sempre caratterizzati da quella qualità fantasmatica che li rende simultaneamente presenti e sfuggenti.
L'opera si inserisce nel momento cruciale della carriera di Michaux, quando l'artista stava espandendo la propria pratica oltre i confini della poesia scritta. Il 1948 segna l'inizio di un decennio di intensa sperimentazione visiva che culminerà nelle celebri Mescaline Drawings degli anni Cinquanta.
Provenienza e stato di conservazione
Questo esemplare si presenta in buone condizioni generali, con l'usura caratteristica delle copertine litografate che testimonia la fragilità intrinseca di questa soluzione editoriale. Le copertine originali, elemento distintivo dell'edizione, mostrano segni di manipolazione coerenti con l'età del volume, ma mantengono la loro integrità strutturale e la leggibilità del disegno di Michaux.
Le litografie interne conservano la loro profondità tonale, elemento cruciale per apprezzare il contrasto drammatico tra le figure bianche e i fondi neri che caratterizza l'estetica dell'opera. La carta pur fil Johannot, scelta per le sue qualità di assorbimento e texture, ha mantenuto la sua consistenza originale senza evidenti fenomeni di foxing o ingiallimento, fattore che contribuisce significativamente al valore dell'esemplare.
La numerazione "51" colloca questo esemplare nella prima metà della tiratura su Johannot, posizione che alcuni collezionisti considerano preferibile rispetto ai numeri più alti. L'assenza di dediche o annotazioni d'autore è tipica per questa edizione, dove Michaux mantenne un approccio rigorosamente impersonale alla distribuzione.
Valore di mercato
La valutazione di 1.800-2.800 € per questo esemplare riflette la posizione consolidata di Meidosems nel mercato del libro d'artista del XX secolo. L'opera rappresenta un punto di ingresso relativamente accessibile nell'universo bibliografico di Michaux, artista la cui quotazione ha conosciuto un'ascesa costante negli ultimi due decenni.
Le aste recenti presso Christie's e Sotheby's Parigi hanno registrato risultati variabili per Meidosems, con esemplari in condizioni eccellenti che hanno raggiunto la fascia alta della stima, mentre copie con difetti più evidenti si sono attestate sulla fascia bassa. La presenza di tutte le litografie in buono stato è naturalmente determinante per il valore finale.
I listini dei principali antiquari specializzati su AbeBooks mostrano una forbice di prezzo che conferma la valutazione proposta, con esemplari comparabili offerti tra 1.600 € e 3.200 €, a seconda delle condizioni e della provenienza documentata. La rarità relativa dell'opera sul mercato—copie complete appaiono con frequenza limitata—sostiene la stabilità dei prezzi.
L'indice di rarità di 72/100 attribuito da BookOracle colloca Meidosems nella categoria "alta", riflettendo sia la tiratura limitata sia l'importanza storico-artistica dell'opera. Per i collezionisti di Michaux, questo volume rappresenta spesso il primo acquisto significativo, prima di orientarsi verso le edizioni ancora più rare degli anni Cinquanta.
Perché conta
Meidosems occupa una posizione cardine nella bibliografia di Henri Michaux per molteplici ragioni. In primo luogo, segna l'esordio litografico dell'artista, aprendo un capitolo che si rivelerà fondamentale per la sua evoluzione creativa. Le tecniche e l'estetica sviluppate in queste dodici tavole—il contrasto estremo, la figura spettrale, l'emergere dal nero—diventeranno costanti della sua produzione visiva.
In secondo luogo, l'opera testimonia il momento in cui Michaux inizia a concepire testo e immagine come elementi paritari di un'unica visione. I Meidosems non sono illustrazioni di un testo preesistente, ma entità che esistono simultaneamente nella dimensione verbale e in quella visiva, anticipando le ricerche sulla sinestesia che caratterizzeranno gli esperimenti con la mescalina.
Dal punto di vista della storia del livre d'artiste, Meidosems rappresenta un esempio paradigmatico della produzione del dopoguerra parigino, quando una nuova generazione di editori—come le Éditions du Point du Jour—cercava di rinnovare la tradizione del libro illustrato attraverso collaborazioni più integrate tra poeti e artisti.
Per il collezionista contemporaneo, possedere un esemplare di Meidosems significa custodire un frammento di quella straordinaria stagione creativa, un'opera che continua a interrogare i confini tra scrittura e immagine, tra il visibile e l'invisibile, tra il mondo conosciuto e i territori inesplorati dell'immaginazione.
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