Il Sacro Animale di Giacomo Manzi: Edizioni del Cavallino, 1966
Prima edizione numerata in 400 esemplari di un raro libro d'artista veneziano, testimone della stagione d'oro della galleria Cardazzo
Nel panorama editoriale italiano del secondo dopoguerra, poche imprese hanno saputo coniugare rigore tipografico e sperimentazione artistica con la coerenza dimostrata dalle Edizioni del Cavallino. Il Sacro Animale di Giacomo Manzi, pubblicato nel 1966 in una tiratura limitata di 400 esemplari numerati, rappresenta un esempio eloquente di quella stagione irripetibile in cui Venezia si affermava come crocevia internazionale dell'arte contemporanea.
Note bibliografiche
Stampato dalle Serigrafiche Ferappi di Vicenza sotto la supervisione diretta dell'artista, il volume si presenta in elegante legatura editoriale in tela rossa impreziosita dalle caratteristiche fasce decorative policrome che contraddistinguono le produzioni del Cavallino negli anni Sessanta. La scelta cromatica e la qualità dell'esecuzione riflettono l'attenzione maniacale ai dettagli che Carlo Cardazzo, fondatore della galleria-editrice nel 1942, riservava a ogni pubblicazione. Le Edizioni del Cavallino non erano semplici cataloghi o monografie: erano oggetti d'arte a pieno titolo, concepiti per dialogare con le opere esposte negli spazi espositivi veneziani e milanesi della galleria. La collaborazione con le Serigrafiche Ferappi garantiva standard tecnici elevati, particolarmente apprezzati per la resa cromatica e la fedeltà alle intenzioni degli artisti.
Provenienza e stato di conservazione
L'esemplare in esame si presenta in buona conservazione generale, condizione non scontata per volumi di questo tipo che, per la natura stessa della legatura in tela e l'uso di materiali cromaticamente vivaci, tendono a mostrare segni d'usura con maggiore evidenza rispetto alle edizioni tradizionali. La numerazione testimonia l'appartenenza alla tiratura originale, elemento fondamentale per l'autenticazione e la valutazione di mercato. Non si registrano interventi di restauro né sostituzioni di componenti originali, fattore che preserva l'integrità bibliografica del volume. La tela rossa mantiene la sua brillantezza originaria e le fasce policrome non presentano sbiadimenti significativi, segno di una conservazione attenta e di un'esposizione limitata alla luce diretta.
Valore di mercato
La valutazione di mercato per questo esemplare si attesta nella fascia 120-190 €, riflettendo diversi fattori concorrenti. Il punteggio di rarità (55/100, indice Discreto) colloca l'opera in una posizione intermedia: non si tratta di un'edizione comune, ma neppure di un titolo introvabile. Le Edizioni del Cavallino godono di un mercato collezionistico consolidato, particolarmente vivace tra gli specialisti di libri d'artista italiani del Novecento e gli studiosi dell'arte veneziana del dopoguerra. La tiratura di 400 esemplari, pur limitata, non è eccezionalmente ristretta per gli standard dell'editoria d'arte dell'epoca: molte pubblicazioni del Cavallino oscillavano tra i 200 e i 500 esemplari. Il nome di Giacomo Manzi, pur inserito nel contesto delle avanguardie italiane, non raggiunge la notorietà di altri artisti promossi da Cardazzo come Emilio Vedova, Tancredi Parmeggiani o Giuseppe Santomaso, il che incide sulla domanda di mercato. Tuttavia, l'interesse per le pubblicazioni del Cavallino nel loro complesso mantiene prezzi stabili, con occasionali picchi per titoli particolarmente ricercati o esemplari in condizioni eccezionali.
Perché conta
Oltre il valore monetario, Il Sacro Animale rappresenta un documento prezioso per comprendere il ruolo delle gallerie-editrici nell'Italia del boom economico. Carlo Cardazzo non fu soltanto un mercante illuminato: fu un visionario che intuì come il libro d'artista potesse diventare veicolo di diffusione culturale e strumento di legittimazione critica. Le Edizioni del Cavallino pubblicarono monografie, cataloghi ragionati, raccolte poetiche illustrate e volumi sperimentali che oggi costituiscono fonti primarie per gli storici dell'arte. La galleria promosse lo Spazialismo di Lucio Fontana, sostenne gli Informali, dialogò con le correnti europee e americane. Ogni pubblicazione era concepita come tassello di un progetto culturale organico, non come mero prodotto commerciale. Per i collezionisti contemporanei, acquisire un'edizione del Cavallino significa entrare in possesso di un frammento di quella straordinaria stagione creativa, quando Venezia competeva con Parigi e New York come capitale dell'innovazione artistica. La qualità tipografica, la cura editoriale e la rarità relativa assicurano a questi volumi un mercato duraturo, immune alle fluttuazioni più volatili che caratterizzano altri segmenti del collezionismo librario.
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