Lucio Fontana, Edizioni del Cavallino 1953: Documento Spazialista
La prima monografia veneziana del maestro dello Spazialismo, con copertina serigrafata e frontespizio originale, testimonianza della rivoluzione estetica fontaniana
Nel marzo 1953, le Edizioni del Cavallino di Venezia pubblicarono quella che sarebbe diventata una delle testimonianze editoriali più significative dello Spazialismo italiano: la prima monografia dedicata a Lucio Fontana. Sotto la direzione illuminata di Carlo Cardazzo, gallerista e editore che aveva fatto della Galleria del Cavallino un punto di riferimento per l'avanguardia europea, questo volume rappresenta un documento imprescindibile per comprendere la ricezione critica dell'opera fontaniana negli anni cruciali della sua maturità artistica.
Note bibliografiche
Stampato da Giampiero Giani a Milano, il volume si distingue per la qualità della realizzazione tipografica e per l'integrazione organica tra testo critico e riproduzione delle opere. La copertina serigrafata in grigio e giallo riproduce un Concetto Spaziale caratterizzato dai celebri buchi, quegli squarci nella superficie che Fontana aveva iniziato a praticare dal 1949, trasformando radicalmente il rapporto tra opera e spazio. Il frontespizio presenta un'ulteriore opera spazialista, contraddistinta da segno gestuale e perforazioni concentriche, anticipando visivamente i contenuti critici del volume. Questa scelta editoriale non era casuale: Cardazzo comprese immediatamente che la rivoluzione fontaniana richiedeva un supporto bibliografico all'altezza della sua portata concettuale. Le Edizioni del Cavallino, attive dal 1942 al 1972, pubblicarono alcune delle monografie più raffinate dedicate agli artisti della Scuola di Venezia e dell'informale europeo, ma il volume su Fontana occupa una posizione particolare per la sua precocità cronologica e per la qualità dell'apparato iconografico.
Provenienza e stato di conservazione
La rarità di questa prima edizione è attestata dalla sua presenza sporadica sul mercato antiquario internazionale. Le principali piattaforme specializzate – Maremagnum, AbeBooks – registrano apparizioni occasionali, mentre le case d'aste italiane di riferimento, da Finarte Milano a Il Ponte, hanno trattato esemplari in condizioni variabili negli ultimi due decenni. La fragilità della copertina serigrafata, particolarmente sensibile all'usura e allo sfregamento, rende gli esemplari in condizioni eccellenti particolarmente ricercati. La carta utilizzata per le pagine interne, di buona grammatura ma soggetta all'ingiallimento tipico delle pubblicazioni degli anni Cinquanta, richiede conservazione in ambiente controllato per evitare l'acidificazione progressiva. Gli esemplari che hanno mantenuto la freschezza cromatica della serigrafia di copertina e la nitidezza delle riproduzioni interne costituiscono la fascia alta del mercato. La presenza di dediche autografe di Fontana o di Cardazzo, sebbene non documentata in questo esemplare, può incrementare significativamente il valore, come attestato da precedenti passaggi in asta.
Valore di mercato
La valutazione BookOracle colloca questo esemplare nella fascia 640-1.100 €, riflettendo sia la rarità bibliografica sia l'importanza storico-artistica del volume. Il punteggio di rarità di 78/100 e l'indice High confermano la posizione di questo libro nel segmento superiore del mercato dei libri d'artista italiani del Novecento. I comparabili reperiti attraverso le fonti consultate mostrano una forbice ampia, determinata principalmente dallo stato di conservazione e dalla completezza dell'esemplare. Volumi in condizioni eccellenti, con copertina priva di abrasioni e pagine interne fresche, hanno raggiunto quotazioni superiori ai 1.000 € nelle transazioni private documentate. Esemplari con difetti evidenti – copertina abrasa, fioriture, mancanze – si collocano invece nella fascia inferiore, attorno ai 600-700 €. Il mercato dei libri fontaniani ha conosciuto un'impennata nell'ultimo quinquennio, parallelamente alla rivalutazione critica dello Spazialismo e al consolidamento dei prezzi delle opere su tela e ceramica. Le monografie degli anni Cinquanta, in particolare quelle pubblicate da editori di prestigio come il Cavallino, beneficiano di questa tendenza, rappresentando un'alternativa accessibile per collezionisti che non possono permettersi le opere originali ma desiderano possedere testimonianze autentiche della stagione spazialista.
Perché conta
Questa monografia del 1953 cristallizza un momento cruciale nella parabola artistica di Fontana. A quattro anni dalla prima perforazione della tela, l'artista aveva già definito i parametri teorici dello Spazialismo attraverso i manifesti pubblicati tra il 1947 e il 1952, ma la ricezione critica era ancora in fase di assestamento. Il volume del Cavallino rappresenta uno dei primi tentativi organici di contestualizzare l'opera fontaniana, offrendo ai contemporanei gli strumenti per comprendere una ricerca che metteva in discussione secoli di tradizione pittorica occidentale. Per il collezionismo contemporaneo, possedere questa prima edizione significa custodire un documento che testimonia la genesi della fortuna critica di uno dei maestri indiscussi del Novecento. La qualità editoriale, la rarità sul mercato e l'importanza storica convergono nel fare di questo volume un pezzo essenziale per qualsiasi raccolta dedicata all'arte italiana del secondo dopoguerra o ai libri d'artista del XX secolo. In un mercato sempre più attento alla documentazione e alla provenienza, le monografie coeve agli artisti acquisiscono un valore che trascende la mera dimensione bibliofila, diventando fonti primarie per la ricerca e testimonianze insostituibili di un'epoca che ha ridefinito i confini dell'arte.
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