Bando veneziano del 1621 sul commercio granario: documento della Magistratura alle Biaue
Raro editto a stampa della Serenissima che regola l'approvvigionamento cerealicolo, con xilografia del Leone di San Marco
Il 4 settembre 1621, mentre Venezia consolidava il proprio ruolo di potenza mediterranea nel difficile equilibrio del primo Seicento, i Provveditori e Sopraprovveditori alle Biaue emanarono un bando che oggi rappresenta una testimonianza preziosa delle politiche annonarie della Serenissima. Stampato da Antonio Pinelli nella sua qualità di Stampator Ducale, questo proclama regolava il trasporto di frumento verso la città lagunare, richiamando decreti precedenti e imponendo obblighi anche agli ordini religiosi. Il frontespizio è ornato da una xilografia del Leone di San Marco andante con libro aperto, emblema dell'autorità dogale che conferiva solennità giuridica al documento.
Note bibliografiche
Il bando costituisce un esemplare di editto a stampa prodotto dalla tipografia ducale veneziana, genere documentario che univa funzione amministrativa e valore simbolico. Antonio Pinelli, attivo come Stampator Ducale nel secondo decennio del Seicento, era responsabile della pubblicazione ufficiale degli atti della Repubblica. Il testo richiama esplicitamente decreti del 1562, 1591 e agosto 1621, inserendosi in una continuità normativa che caratterizzava la gestione dell'approvvigionamento granario veneziano. La formula di promulgazione — "Publicato sopra le Scale di San Marco & Rialto per Rocco Ninfa Comandador dell'Offitio" — attesta la procedura di affissione pubblica nei luoghi deputati, prassi che garantiva la massima diffusione delle disposizioni ducali. La Magistratura alle Biaue, istituita nel 1506, rappresentava uno degli organi più importanti dell'amministrazione veneziana, incaricato di vigilare sull'approvvigionamento cerealicolo e di prevenire carestie che avrebbero potuto destabilizzare l'ordine sociale della città.
Provenienza e stato di conservazione
L'esemplare si presenta come documento a stampa del primo Seicento, genere particolarmente vulnerabile per natura effimera e destinazione pratica. I bandi veneziani venivano affissi in luoghi pubblici, letti, maneggiati e spesso dispersi una volta esaurita la loro funzione amministrativa. La sopravvivenza di questo proclama testimonia probabilmente una conservazione archivistica o collezionistica che ne ha preservato l'integrità attraverso quattro secoli. La xilografia del Leone marciano, elemento decorativo ricorrente negli editti della Serenissima, conferisce al documento un valore iconografico oltre che storico. Il motto PAX TIBI MARCE EVANGELISTA MEVS, inciso sul libro aperto tenuto dal leone, richiama la leggenda della fondazione evangelica di Venezia e l'autorità spirituale che legittimava il potere temporale della Repubblica. L'assenza di indicazioni su restauri o interventi conservativi nella descrizione suggerisce uno stato compatibile con l'età e la tipologia documentaria.
Valore di mercato
La valutazione BookOracle colloca questo bando nell'intervallo 185-290 €, riflettendo un mercato di nicchia per documenti amministrativi veneziani del Seicento. Il rarity score di 62/100 e l'indice "Discrete" indicano una rarità apprezzabile ma non eccezionale, coerente con la natura di documento ufficiale prodotto in tirature limitate ma non uniche. Il mercato antiquario italiano e internazionale registra interesse costante per editti e proclami della Serenissima, particolarmente quando ornati da xilografie del Leone marciano e quando documentano aspetti specifici dell'amministrazione veneziana. Gonnelli Casa d'Aste ha trattato bandi veneziani del XVII secolo in fasce di prezzo comparabili, mentre piattaforme come Maremagnum e AbeBooks confermano quotazioni nell'ordine delle centinaia di euro per documenti analoghi. La presenza della xilografia e il riferimento esplicito alla Magistratura alle Biaue costituiscono elementi di valorizzazione, così come la datazione precisa e la formula di promulgazione completa. Il tema dell'approvvigionamento granario aggiunge interesse per studiosi di storia economica e sociale del Seicento veneziano.
Perché conta
Questo bando rappresenta una finestra privilegiata sulla macchina amministrativa della Serenissima e sulle sue strategie di governo del territorio e delle risorse. La Magistratura alle Biaue incarnava la consapevolezza veneziana che il controllo delle derrate alimentari costituisse questione di sicurezza statale, non meno cruciale del dominio marittimo o della diplomazia. L'estensione degli obblighi anche a conventi e ordini religiosi testimonia la capacità della Repubblica di subordinare ogni istituzione, comprese quelle ecclesiastiche, alle esigenze collettive. La continuità normativa richiamata nel testo — con riferimenti a decreti di sessant'anni prima — rivela un sistema giuridico maturo, capace di stratificare disposizioni e di richiamare precedenti per rafforzare l'autorità delle nuove norme. Per i collezionisti di documenti veneziani, questo proclama offre l'opportunità di possedere un frammento autentico della burocrazia dogale, completo di simboli araldici e formule solenni. Per gli studiosi, costituisce fonte primaria per la storia dell'economia veneziana, delle politiche annonarie e della cultura amministrativa della prima età moderna. La rarità discreta e il prezzo accessibile lo rendono acquisizione interessante per chi costruisce una collezione tematica sulla Serenissima o sulla storia dell'alimentazione europea.
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